ITIA-CNR

Visione

Il Manifatturiero è un pilastro fondamentale delle economie contemporanee. Esso consente di generare ricchezza e occupazione coltivando solide competenze industriali e dando vita ad attività di ricerca e innovazione ad alto valore aggiunto.

Il settore manifatturiero italiano genera un fatturato di 871 miliardi di euro e un valore aggiunto di circa 206 miliardi. Esso è composto da 427 mila imprese che impiegano 4 milioni di addetti (Eurostat 2010). Si stima che un posto di lavoro nell'industria crei circa due posti supplementari nei servizi ad essa associati (Parlamento Europeo, 2010).

Per questi motivi, nessun paese interessato ad interpretare un ruolo di rilievo nel panorama internazionale e che punti all'indipendenza industriale può prescindere dall'investire in questo settore. A questo scopo, ogni nazione deve focalizzare strategicamente la propria Manifattura in accordo alle proprie risorse e alle dinamiche competitive che determinano il contesto internazionale.
Quest'ultimo è caratterizzato, a oggi dalla crescita delle economie emergenti, principalmente asiatiche, che sono in grado di offrire prodotti dalla qualità crescente a prezzi più bassi rispetto a quelli realizzati dalle economie mature. Questo è possibile grazie al basso costo del lavoro, alla disponibilità di materie prime e a regolamenti ambientali e di protezione della proprietà intellettuale meno stringenti. Le economie mature stanno quindi sempre più focalizzando la propria offerta su tecnologie innovative, soluzioni personalizzate, produzioni ad alto valore aggiunto e soluzioni integrate di prodotto-processo-sistema.
Visione Considerando però una visione di più ampio respiro che miri al mantenimento della produzione in Europa per i settori strategicamente rilevanti, la competizione dovrà comunque essere perseguita anche a livello dei costi, intendendo con questi non soltanto quello del lavoro e delle materie prime, quanto piuttosto l'insieme dei costi complessivamente implicati nella manifattura. Diventa quindi essenziale considerare come determinanti anche i costi legati, ad esempio, al know how e alla progettazione e puntare su quelle leve che permettono una maggiore indipendenza dal costo della manodopera, quali l'automazione.
Secondo questa visione, si può immaginare un futuro in cui l'assetto produttivo mondiale sarà caratterizzato da un equilibrio tra diversi poli produttivi e tecnologici, ciascuno dei quali potrà rappresentare l'optimum per la manifattura di certi prodotti per determinati mercati. Ciò sarà giustificato dall'esistenza di differenti e specifiche "condizioni ambientali". Esse saranno quindi determinate da una serie di fattori eterogenei e, come premesso, non unicamente identificabili nei costi della manodopera, quali ad esempio:

  • tradizione industriale e cultura manifatturiera;
  • presenza di network di aziende specializzate e di distretti industriali;
  • presenza di università, enti di ricerca e di centri di trasferimento tecnologico;
  • stretto rapporto tra Industria ed Enti di Ricerca;
  • immagine e reputazione degli attori e del paese/regione;
  • organizzazione territoriale e infrastrutture;
  • condizioni culturali, economiche e sociali in grado di attrarre e mantenere personale qualificato.

Tali caratteristiche, essendo intrinsecamente associate al contesto ambientale, sono meno soggette a logiche di delocalizzazione e sostituibilità rispetto a quelle legate ai soli costi.
In questa visione, ogni paese sarà quindi chiamato a scegliere strategicamente la sua specializzazione in termini di settori industriali ed applicazioni, con lo scopo di affermare la propria leadership in funzione delle risorse a sua disposizione. Tali aree di eccellenza non permetteranno soltanto di fronteggiare con successo la competizione internazionale, ma contribuiranno ad affrontare le sfide del prossimo futuro come quelle identificate dall'Unione Europea: cambiamento climatico, disponibilità delle risorse, salute e invecchiamento della popolazione. La soluzione di queste sfide richiederà necessariamente la realizzazione di nuove tecnologie, nuovi prodotti e nuovi sistemi di produzione.

Per quanto riguarda l'Italia, la vocazione e la cultura industriale nazionali, la grande competenza professionale della propria forza lavoro, la capacità di realizzare prodotti che coniugano design, tecnologia, personalizzazione e la grande tradizione nel settore delle macchine di produzione e nell'automazione (l'Italia è il secondo produttore europeo di macchine utensili), sia in termini industriali che di ricerca, rappresentano condizioni ambientali ottimali e difficilmente replicabili. Grazie a queste, il nostro paese può porsi come un punto di riferimento nella progettazione, realizzazione e gestione di fabbriche, tecnologie e prodotti competitivi.

L'Italia è un paese ad altissima vocazione manifatturiera. Nel 2011, essa è stata la quinta nazione più industrializzata al mondo in termini di produzione manifatturiera pro-capite dopo Corea, Germania, Giappone e Stati Uniti (Figura 1).

Produzione manifatturiera per abitante

Il Manifatturiero è il primo settore dell'economia non-finanziaria europea e, in Italia, ha contribuito nel 2010 al valore aggiunto complessivamente prodotto per una quota pari al 31% (fonte Eurostat).

Il fatturato, il valore aggiunto e le esportazioni relativi all'anno 2010 dei settori che compongono il comparto manifatturiero italiano sono rappresentati nella Figura 2. Lo spaccato mostra che il primo settore, sia per fatturato che per valore aggiunto, è quello delle meccanica, seguito da quello dei macchinari, dell'industria chimico-farmaceutica e della gomma-plastica, dell'alimentare e del tessile-abbigliamento. I settori del Made in Italy sono quelli tradizionalmente rappresentati dalle "4A": Automazione e macchine, Alimentare, Abbigliamento e tessile, Arredo e legno (Fondazione Edison 2009).

Fatturato, valore aggiunto ed export per settore

Il settore delle macchine si colloca al primo posto nella classifica dell'export italiano, seguito dalla chimica-farmaceutica-gomma- plastica, dal tessile-abbigliamento e dall'alimentare. In termini di destinazione, le esportazioni italiane sono rivolte per la maggior parte al di fuori dell'Europa (Confindustria 2011). A testimonianza del fatto che i manufatti italiani hanno caratteristiche di eccellenza, l'indice di diversificazione delle esportazioni ha fatto registrare negli ultimi anni i maggiori aumenti se paragonato a quello degli altri paesi europei. Tale indice è tanto maggiore quanto più numerosi sono i paesi in cui si esporta e quanto più alte sono le esportazioni ad essi destinate.

Diversificazione geografica dell'export

Per ogni paese, la ricerca è fondamentale per dare risposta alle proprie sfide sociali e per seguire con successo il percorso di innovazione che porta alla valorizzazione dei settori nei quali il paese può esprimere al meglio il suo potenziale. Quindi, considerando il settore manifatturiero italiano ed europeo, risultano fondamentali le seguenti priorità di ricerca e innovazione:

  • nuova prospettiva sistemica del Manifatturiero che considera la coevoluzione di prodotti, processi e sistemi;
  • nuove tecnologie e processi di frontiera per ottenere alte prestazioni produttive (elevata qualità e produttività);
  • nuovi sistemi produttivi, supply chain e business models adattativi e fortemente integrati, per perseguire la sostenibilità economica in diversi settori in continua evoluzione;
  • nuove tecnologie e sistemi produttivi per la realizzazione di nuovi prodotti coerenti con le sfide sociali;
  • nuove tecnologie e soluzioni per valorizzare la centralità del ruolo delle persone e l'unicità delle loro competenze;
  • nuove modalità per garantire un continuo miglioramento e innovazione delle competenze del personale impiegato nell'industria;
  • nuove tecnologie e soluzioni per la sostenibilità ambientale delle fabbriche, che devono impiegare con efficienza le risorse del pianeta secondo un nuovo paradigma di produzione/de-produzione;
  • nuove modalità per integrare ricerca e innovazione in maniera efficiente ed efficace.

Per implementare il cambiamento, considerando le suddette priorità, è necessario guidare strategicamente la ricerca e l'innovazione condotta da Enti pubblici, Università e altri soggetti preposti, affinché vengano indirizzate in maniera efficiente e sinergica verso gli obiettivi e le politiche di sviluppo. Risulta quindi importante che gli attori della ricerca, in qualità di esperti di innovazione e di tecnologie di frontiera, partecipino attivamente ai lavori di roadmapping e definizione delle policy. La priorità della ricerca nel settore manifatturiero è tra gli obiettivi principali di Horizon 2020, in cui lo scopo chiaramente perseguito è il miglioramento della competitività industriale europea. In questo contesto un'iniziativa di riferimento è la European Association for the Factories of the Future (EFFRA), un'associazione privata nata in ambito ManuFuture che si compone di aziende, associazioni di categoria e centri di ricerca del settore manifatturiero allo scopo di formalizzare una Partnership Pubblico- Privata (PPP) con la UE sul tema "Factories of the Future". Un altro importante sforzo di Horizon 2020 riguarda le "Key Enabling Technologies", con particolare riferimento a quella riguardante "Advanced Manufacturing Systems".
Nella dimensione nazionale, il cluster "Fabbrica Intelligente" promosso dal MIUR rappresenterà un riferimento importante per i pro grammi di ricerca nazionali nell'area del manufacturing nell'ambito di Horizon 2020 Italy. In coordinamento con questa iniziativa, sempre a livello nazionale, il Progetto Bandiera "Fabbrica del Futuro" ha come obiettivo lo sviluppo di attività di ricerca scientifica e tecnologica volta al potenziamento del settore manifatturiero italiano. Allo stesso modo, a livello regionale, stanno nascendo diverse iniziative per definire e implementare forti politiche sul manufacturing, tra cui quella promossa da Regione Lombardia sul "Cluster Fabbrica Intelligente – Lombardia".
Sulla base della visione sopra descritta, ITIA crede che la ricerca e l'innovazione sul tema della fabbrica e delle relative tecnologie abilitanti debba essere il motore del settore manifatturiero italiano ed europeo. Di conseguenza, ITIA si adopera per giocare un ruolo di riferimento in tutte le iniziative nazionali e internazionali sopra elencate.

Diversificazione geografica dell'export